Pier Luigi Emiliani IFAC-CNR
La diffusione dei calcolatori e dei terminali di telecomunicazione è subito apparsa molto promettente per contribuire alle possibilità di accesso all’informazione e alla comunicazione interpersonale di persone disabili, nel caso che ne fosse garantita l’accessibilità in alcuni casi non immediata, come si può comprendere pensando ai problemi di una persona cieca nell’accedere allo schermo e di una persona con problemi di manipolazione nell’usare un mouse. Il problema dell’accessibilità è stato risolto tradizionalmente adattando le interfacce con prodotti appositi, classificati sotto il nome di tecnologia assistiva. Questo approccio ha mostrato nel tempo limitazioni legate ai costi, al ritardo degli adattamenti e alle loro intrinseche limitazioni. Inoltre il concetto di accessibilità alle macchine si è allargato al concetto di accessibilità a tutte le componenti della società connesse al’informazione ed alla comunicazione, con la definizione del concetto di accessibilità universale. Si è cominciato a pensare quindi che fosse necessario considerare l’accessibilità a livello dello sviluppo della tecnologia e delle corrispondenti apparecchiature e applicazione (progettazione universale). Questo ha comportato, oltre l’elaborazione concettuale, anche lo sviluppo di metodologie di applicazione e di possibili approcci tecnici alla realizzazione. Da questo punto di vista vengono fatti due esempi: nel primo viene descritto lo sviluppo di un’architettura software per la realizzazione di interfacce adattabili ed adattive, nel secondo viene illustrata la stesura da parte del WAI-W3C delle linee guida per l’accessibilità al Web. Viene anche messo in evidenza come in questo settore la disponibilità di un’apposita legislazione sia fondamentale, con particolare riguardo alla legislazione italiana, che, pur di carattere più generale, trova al momento oggetto della sua (non) applicazione le problematiche di accessibilità al Web. Viene infine considerata l’attuale transizione verso la società dell’informazione, comunemente concepita come un ambiente intelligente. Ne vengono descritte brevemente le caratteristiche generali, con particolare riferimento a come si pensa che saranno ridefinite le interazioni con tale ambiente intelligente e le relative interfacce. Viene infine discusso come, pur essendo l’accessibilità all’ambiente un prerequisito all’integrazione nella società dell’informazione, l’ambiente intelligente ha inerenti possibilità di supporto agli individui da poter portare anche alla ridefinizione di alcuni aspetti dei concetti di accessibilità.